Caro frigorifero, ti scrivo
Caro F.
che bei momenti abbiamo trascorso insieme!
Una volta, ti chiesi disperata: perchè? perchè la cristallina si è annerita?
Non era colpa tua, lo so.
Gli avanzi del giorno prima erano più buoni, grazie a te.
Quella sera, davanti a te, a piedi nudi, mi domandavo perchè fossi così tiepido. Non emettevi nessun rumore.
Ti sei spento improvvisamente.
Abbiamo chiamato il primo elettricista paramedifrigorifero.
Sarebbero bastati trecentocinquanta euro per farti respirare ancora.
Mi commuove pensare alla tua disponibilità in contrasto con la tua freddezza.
La tua assenza mi ha colpito ma devo cavarmela, in qualche modo: così.
Addio F.
da dieci anni affezionatissima tua R.
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